Avviso pubblico per l’erogazione di contributi a fondo perduto a micro e piccole imprese, enti del terzo settore e organizzazioni operanti nei settori culturali e creativi per favorire l’innovazione e la transizione digitale – M1C3 3.3 Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde (3.3.2)

Data:
20 Ottobre 2022

La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha pubblicato l’Avviso pubblico, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU, per l’erogazione di contributi a fondo perduto in favore di micro e piccole imprese, enti del terzo settore e organizzazioni profit e no profit, operanti nei settori culturali e creativi per favorire l’innovazione e la transizione digitale. L’Avviso, che ha un valore di 115 milioni di euro, si colloca nell’ambito dell’investimento PNRR M1C3 – Investimento 3.3 “Capacity building per gli operatori della cultura per gestire la transizione digitale e verde”, sub-investimento 3.3.2 “Sostegno ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale” (Azione A2) ed è finalizzato a fornire supporto ai settori culturali e creativi per l’innovazione e la transizione digitale lungo l’intera catena del valore (produzione, coproduzione, gestione, distribuzione e incontro con il pubblico) attraverso contributi finanziari.
Le proposte potranno essere presentate a partire dalle ore 12:00 del 3 novembre 2022 ed entro e non oltre le ore 18:00 del 1° febbraio 2023 esclusivamente attraverso il sito dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia S.p.a

Più informazioni sul sito della Direzione Generale Creatività Contemporanea.


Allegati:

Avviso pubblico erogazione contributi settori culturali e creativi – Investimento 3.3.2

Allegato 1 – Criteri Valutazione

Allegato 2 – Scheda Progetto

Decreto Approvazione Avviso

Comunicato Stampa

Ultimo aggiornamento: 26-10-2022

I punti di vista e le opinioni espresse sono tuttavia solo quelli degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione europea o della Commissione europea. Né l’Unione europea né la Commissione europea possono essere ritenute responsabili per essi.

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